Cannabis legale nel mondo: una realtà a macchia di leopardo

Cannabis legale nel mondo: una realtà a macchia di leopardo

In attesa che l'ONU voti sulla riclassificazione della cannabis, così come richiesto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, la canapa continua a essere la pianta più perseguitata al mondo. A sentirla dire così sembra una cosa strana, come si può mettere fuorilegge una pianta? Eppure è proprio così.

 

 

La cannabis diventò improvvisamente il nemico pubblico numero uno nel 1937, quando l'America promulgando il Marijuana Act, mise al bando la produzione, il commercio e l'utilizzo della canapa. Gli Stati Uniti non furono i primi a imbarcarsi in questa guerra sconsiderata: prima di loro ci pensarono l'Egitto, la Giamaica e il Sud Africa, mentre in Italia fu Mussolini a bandire per sempre la coltivazione e l'uso di cannabis. Nonostante ciò, la presa di posizione americana viene ricordata come il momento clou di questo assurdo proibizionismo, poiché la legge fu accompagnata da una vergognosa campagna stampa, che associò per sempre l'uso di questa pianta con i comportamenti devianti. Colorata anche di un sottile quanto feroce razzismo, la propaganda americana piantò i semi di quello che, negli anni successivi, diventò l'orientamento sociale e politico nei confronti della cannabis e di coloro che ne fanno uso.

 

 

Il divieto si allargò velocemente a macchia d'olio, colpendo non solo i paesi occidentali, ma anche gli stati nei quali la marijuana faceva parte a pieno titolo degli usi e delle tradizioni dei popoli che, tra l'altro, la coltivavano da sempre.
Da allora la canapa è la prima pianta fuorilegge della storia e lo è tutt'ora nella maggior parte del mondo.

 

 

Eppure, i primi timidi segnali di cambiamento appaiono all'orizzonte e il dibattito sull'efficacia, ma soprattutto sul senso, di questo nuovo proibizionismo è sempre più vivace e diffuso.

 

 

Ad oggi, fra veloci spinte in avanti, timide aperture e rigido conservatorismo, le leggi sul possesso e l'uso di marijuana sono decisamente disomogenee e spaziano dalla totale legalizzazione alle pene severissime ancora in vigore in alcuni paesi del sud est asiatico.

 

 

Sperando che l'ONU riveda al più presto la classificazione della cannabis, permettendo finalmente l'uso ricreativo di questa pianta, vediamo qual è la situazione nel mondo.

 

 

 

 

 

Cannabis legalizzata: dove fumarla senza problemi

 

 

Ad oggi gli unici paesi che hanno completamente legalizzato la cannabis sono l'Uruguay e il Canada.

 

 

Il paese sudamericano verrà ricordato nei libri di storia come il primo stato ad aver completamente legalizzato l'uso ricreativo della marijuana: nel 2013, sollevando un polverone mediatico e un aspro dibattito a livello mondiale, il presidente Jose Mujica firma una legge che, grazie a successive modifiche, porta il paese a essere la prima nazione al mondo in cui è possibile produrre, acquistare e consumare canapa liberamente. Ma non precipitatevi ad acquistare un biglietto aereo per Montevideo: l'utilizzo di cannabis per usi ricreativi è consentito ai soli cittadini uruguayani e ai residenti, che devono risultare iscritti al registro nazionale dei consumatori.

 

 

In Canada la legalizzazione della canapa è arrivata nel 2018 grazie al Cannabis Act, che finalmente permette l'uso ricreativo a tutti i cittadini maggiorenni. In alcune province è possibile comprare marijuana solo da attività gestite dallo stato, mentre in altre è consentito l'acquisto anche da privati. Fumare marijuana è consentito solamente nelle abitazioni private, sebbene in alcune province sia tollerato l'utilizzo all'aria aperta e nei parchi pubblici. Al contrario, la legge canadese persegue aspramente chi si mette alla guida in stato di ebbrezza: se venite fermati dalla polizia, è possibile che siate sottoposti al test per verificare che i nanogrammi di THC contenuti nel sangue non superino i 5 stabiliti per legge. La coltivazione in casa è quasi sempre permessa, a patto che le piante non siano più di 4 e che vengano seguiti rigidi protocolli per evitare che i bambini possano entrare in contatto con la cannabis.

 

 

 

 

 

Canapa illegale, fra timide aperture e depenalizzazioni poco chiare

 

 

Ben più vasto è il panorama degli stati che, lentamente, si stanno avviando verso una legislazione più permissiva, ma ancora non hanno fatto il grande salto per la piena legalizzazione. Qui la situazione è davvero confusa e ogni paese ha adottato leggi proprie, con aspetti più o meno paradossali.

 

 

Il paese più aperto nei confronti dei fumatori di marijuana, ma anche quello con la legislazione più schizofrenica, è l'Olanda. Contrariamente a ciò che molti di voi pensano, nei Paesi Bassi la cannabis è illegale, sebbene l'utilizzo sia tollerato su tutto il territorio nazionale. Strano, vero? Ma se questo vi sembra bizzarro, aspettate di sentire qual è il vero “backdoor problem”, come lo chiamano gli olandesi: come tutti sanno, l'Olanda è la patria dei coffeeshop, ma queste attività commerciali devono rifornirsi al mercato nero. In pratica, ciò che acquistano illegalmente, diventa improvvisamente legalmente commerciabile dal momento in cui arriva nella loro struttura. Folle? Sì, ed è questo il motivo per cui, dopo un breve periodo di inasprimento delle leggi, che ha portato alla chiusura di molti coffeeshop, la situazione è tornata come prima e sembra abbastanza scontato che, prima o poi, il governo legalizzi ciò che di fatto lo è già da molto tempo.

 

 

Nel resto d'Europa la situazione resta molto variegata. Sebbene molti stati abbiano aperto al consumo di canapa light e di cannabis per fini terapeutici, l'uso ricreativo rimane energicamente represso. In alcuni paesi, come Spagna, Repubblica Ceca e Svizzera il processo verso la legalizzazione è più avanti che in altri e, sebbene non legalizzato, il possesso di canapa è tollerato e depenalizzato, a patto che la quantità rientri nei limiti stabiliti dalla legge,
Nel resto d'Europa, se volete comprare cannabis, lo fate a vostro rischio e pericolo: il possesso di canapa, se rientra nella cosiddetta modica quantità, è spesso tollerato dalle forze dell'ordine, ma è sempre meglio non farci affidamento. Nel concreto, detenere, vendere e coltivare marijuana rimane un reato e le pene variano enormemente da un paese all'altro.

 

 

 

 

 

Dove la canapa è illegale e le pene severissime

 

 

Nel resto del mondo la canapa rimane totalmente illegale e le pene previste per i contravventori possono arrivare sino all'ergastolo, nei casi di compravendita di ingenti quantità. L'aspetto paradossale di questo tipo di legislazione risiede nel fatto che è adottata proprio da paesi tradizionalmente produttori e consumatori di questa pianta. La qualità della canapa indiana e nepalese è famosa in tutto il mondo, eppure in questi stati la legge parla chiaro: la produzione, il possesso e il commercio sono totalmente vietati. Così come le pene sono severissime in Malesia, Indonesia e in tutto il sud asiatico, paesi in cui il possesso di pochi grammi di marijuana può comportare detenzioni anche molto lunghe, per non parlare del traffico internazionale di stupefacenti, per il quale le pene arrivano tranquillamente all'ergastolo.

 

 

In Africa la canapa è illegale ovunque e se è vero che in molti paesi è facilissimo trovarla, attenzione a ciò che fate: la polizia è solitamente compiacente con i locali, ma è molto probabile che non lo sia con voi. Unica eccezione nel continente nero è il Sud Africa, che negli ultimi anni sta tentando la difficile strada verso la legalizzazione, cominciando a depenalizzare il possesso di modiche quantità e la coltivazione di cannabis all'interno della propria abitazione.

 

La guerra iniziata quasi un secolo fa dall'America non è ancora finita e, sebbene qua e là si scorgano segnali incoraggianti, la strada per la completa riabilitazione della canapa è ancora molto lunga e piena di ostacoli. Ma, come spesso succede, le posizioni dei governi sono sempre molto più arretrate di quelle degli elettori: il consenso popolare verso una decisa legalizzazione della canapa è sempre più ampio e non è escluso che, nei prossimi anni, molti paesi si trovino a dover fare i conti con le spinte antiproibizioniste di milioni di cittadini, sdoganando finalmente l'utilizzo a scopo ricreativo di una pianta che non ha ricevuto il trattamento che meritava.

 

 

 

Ornella Gribaldo


Lascia un commento

I commenti potrebbero essere sottoposti ad approvazione prima di essere pubblicati

Privacy Policy

Weedzard srl - via Alessandria 129, 00198 Roma - P.IVA: 14550211008